STEFANO #PARISI: BISOGNA RIPORTARE DIGNITÀ E FIDUCIA NELLA #POLITICA


Pubblichiamo l’intervista fatta da Repubbica il 23 luglio scorso a Stefano Parisi.

 

BISOGNA RIPORTARE DIGNITÀ E FIDUCIA NELLA POLITICA

di Monica Rubino

 

“Un controesodo senza dignità verso Berlusconi, che ha lanciato una zattera di salvataggio”.

Così Stefano Parisi, di Energie per l’Italia, definisce le manovre al centro per mettere insieme un partito gregario di Forza Italia.

Che cosa ne pensa del “partito dependance”?

“È una manovra ambigua, una mera operazione di palazzo. Sono tutti parlamentari eletti grazie a Berlusconi nel 2013, usciti da Forza Italia per vari motivi. Ora non sanno come fare per essere rieletti e tornano a casa”.

E lei dove vuole andare?

“Sto facendo il percorso opposto, non un partito satellite di FI, ma una forza popolare e liberale, che riporti il centrodestra ad essere maggioranza. Il mio movimento, Energie per l’Italia, sta dando risultati incoraggianti. Sono riuscito a mettere in rete intere comunità”.

È il Pisapia del centrodestra?

“Sì, ma con la differenza che lui lavora dal salotto di casa, mentre io mi consumo le scarpe in giro per l’Italia”.

Dove va più spesso recentemente?

In Sicilia, dove il centrosinistra di Crocetta ha fatto un disastro anche con l’aiuto del centro. Lì Forza Italia tentenna, cincischia, aspetta. E Alfano e il suo centro ambiguo stanno consegnando la Sicilia ai 5S, che hanno già il 39% del consenso”.

Che cos’altro rimprovera ad Alfano?

“Il suo progetto del 2013 era promettente, ma lo ha sottomesso all’alleanza con Renzi e alla sua carriera politica. Ora Ap si sta sciogliendo come neve al sole”.

In termini elettorali quanto potrebbe valere la sua formazione?

“Dai calcoli dei sondaggisti abbiamo un potenziale del 15/20%. Siamo in grado di recuperare una parte di quei 10 milioni di voti persi dal centrodestra e di intercettare anche i delusi dal Pd. A settembre presenteremo la nostra piattaforma di governo, fortemente europeista e basata su tre temi: sviluppo, sicurezza e onestà dei candidati”.

Quest’area vasta del centrodestra comprende anche la Lega?

“Non sono andato domenica scorsa al convegno di Salvini a Piacenza per lisciargli il pelo. Ma per dirgli di tornare a essere una forza di governo, basta sparare slogan populisti in tv. E chiarire che un centrodestra a guida radicale con Forza Italia al seguito non può funzionare”.

Lei non ha mai fatto sconti a Salvini. Cosa è cambiato nel frattempo?

“Marine Le Pen non ha vinto le elezioni in Francia e la Lega sta abbandonando le posizioni lepeniste e antieuro. Renzi si è indebolito e non rappresenta più il fronte anti Grillo. Ora l’unico baluardo contro il M5S è un centrodestra di governo. Bisogna evitare il rischio che Salvini e Grillo si saldino”.

Grillo è il nemico numero uno?

“L’Italia non può permettersi il governo di un partito che non ha una classe dirigente all’altezza. La responsabilità dei partiti maggiori, Pd e Forza Italia, che hanno indotto gli italiani al voto rabbioso, di protesta per il M5S. Bisogna riportare dignità e fiducia nella politica”.

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