Giovanni Palladino: la Sicilia è cambiata? Non sembra.


La Sicilia è cambiata? Non sembra.

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Nei mesi scorsi si era diffusa una voce incoraggiante in Sicilia proveniente dai siciliani “costruttivi”. Dicevano: abbiamo capito che il voto clientelare non produce bene comune, ma bene ristretto e molto privato, per i soliti noti, cioè per chi vive di politica a danno della maggioranza, che nel 2012 non si presentò a votare o votò scheda bianca o nulla. Quindi per vincere – dicevano – non ci sarà più bisogno di rivolgersi ai “professionisti” della politica, cioè a coloro che promettono mari e monti pur di essere grandi “portatori” di voti.

Ma nelle ultime settimane questa voce è scomparsa o, meglio, è stata smentita dalla realtà, dal timore di non vincere, se non si ricorre alle solite tecniche della vecchia politica siciliana. Il voto clientelare esiste sempre, perché non sono scomparsi i grandi cultori di quel voto. Sono tornati alla ribalta personaggi come Gianfranco Miccichè, che dopo il grande successo del famoso 61 a 0 non è riuscito a gestirlo bene, ha abbandonato Forza Italia, dispiaciuto di avere fatto parte della squadra di Berlusconi, ed è poi tornato nella sua vecchia squadra dopo essersi pentito dell’abbandono. Ora si vanta di essere riuscito ad allearsi con Musumeci nel nome dell’unità del centro-destra.

Ovviamente sul carro di FI guidato da Miccichè sono subito saliti molti effettivi o presunti portatori di voti, ossia i “professionisti” del solito modo di fare politica, un modo che si sperava fosse scomparso. Il Presidente dell’Assemblea Regionale, Giovanni Ardizzone, ha ora chiesto che i riflettori della Commissione Antimafia vengano puntati su molti nomi “sospetti”, precisando che “tanti impresentabili stanno figurando nelle liste a sostegno di quel gran galantuomo che è Nello Musumeci, il quale se ne sta facendo carico; in particolare in Forza Italia, che ha riciclato persone chiacchieratissime. Chiedo formalmente che la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi intervenga per verificare il lungo elenco di impresentabili. So che anche Musumeci sarebbe d’accordo con me”.

In effetti Nello Musumeci ha ieri affermato: “Voglio assolutamente liste di appoggio pulite”. È facile intuire che questo ultimatum creerà molti malumori tra i “professionisti” di lungo corso del centro-destra che vedono la vittoria a portata di mano dopo le disavventure procedurali del M5S (che denotano un grande dilettantismo) e la seria spaccatura della sinistra in correnti litigiose, per non parlare delle “macerie” che lascerà sul terreno il quinquennio di Crocetta (“ci vorrà una grande ruspa per rimuoverle” ha dichiarato Musumeci).

Ma è certo che nulla cambierà in Sicilia, se verrà consentito ai soliti “professionisti” di entrare a Palazzo d’Orleans. L’augurio è che Musumeci abbia successo nell’operazione pulizia. Altrimenti altre macerie si accumuleranno sul terreno.

 

Giovanni Palladino

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