Leader o macchiette?


Salvini-renzi-dimaio

Se perfino i tedeschi hanno “rigettato” una leader di nome e di fatto, nonchè statista come Angela Merkel ( e non dimentichiamo Helmut Kohl), e anche un brav’uomo come Martin Schulz, che chances hanno i Berlusconi, il Pd, le Meloni, la Lega, i Musumeci e compagnia varia di fermare i Cinquestelle della “meteorina” Di Maio? Scarse, vista la mancanza di coraggio nell’ affrontare i rischi di un radicale rinnovamento del ‘volto’, dei contenuti, dell’azione dei partiti e partitini italiani. Ma vi siete accorti che i Tg presentano, nei ‘pastoni’ dell’incomprensibile politica del Belpaese, un certo Gianfranco Rotondi come “il leader di Rivoluzione cristiana”, una formazione costola, si fa per dire, di Forza Italia che avrà sì e no gli iscritti e i voti di “io, mammeta e tu”, forse. Zero novità ovunque, tant’è che solo populisti e anti-immigrazione rastrellano consensi, con la vecchia politica a tirargli la volata.
Obiezione: ma il rottamatore Renzi pure è stato punito dall’ elettorato. Certo, però in questo caso il ‘rigetto’, anche interno, è stato provocato dalle troppe parole e dai pochi fatti, da scelte sbagliate o poco convincenti, dalla presunzione (più che coraggio) del giovanotto fiorentino. E per stoppare l’avanzata dei grillini politici ed elettori non rimane che la legge elettorale, con le coalizioni piene di ‘leader’ alla Rotondi, a sommare pere e mele, capaci e incapaci, persone meritevoli di consenso e macchiette.
Gian Paolo Vitale

 

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