DIVISIONI NON COERENTI CON LA VOLONTÀ DIVINA


 

DIVISIONI NON COERENTI CON LA VOLONTÀ DIVINA

 

di Giovanni Palladino

In occasione del 20° anniversario della caduta del muro di Berlino (1989-2009), l’Istituto Luigi Sturzo e la Fondazione Adenauer promossero un libro (“IL 1989: LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO E LA LIBERTÀ DELL’EUROPA”) curato da Tiziana Di Maio e Wilhelm Staudacher. A pag. 141, all’inizio del capitolo “Helmut Kohl – il Cancelliere”, ho trovato il seguente famoso e profetico ricordo:

“Quante divisioni ha il Papa?, chiese una volta sprezzante Stalin. Nessuna. Ma aveva una forza superiore a tutte le divisioni del mondo: la volontà divina”.

Il che mi ha portato alla seguente riflessione: quante divisioni ha in Italia il mondo dei cattolici impegnati in politica? Purtroppo tante e non coerenti con la volontà divina. Ovviamente non mi riferisco alle “divisioni militari”, ma alle “divisioni” di tipo politico o ideologico, che negli ultimi 25 anni hanno “frantumato” la presenza dei cattolici in politica rendendola irrilevante. Si è così realizzata una delle tante profezie di don Luigi Sturzo:

“Amici della DC, guardate bene ai pericoli delle correnti organizzate in seno al partito: si comincia con le divisioni ideologiche, si passa alle divisioni personali, si finisce con la frantumazione del partito” (Il Giornale d’Italia – 21 luglio 1959).

La DC si è frantumata, perché dopo la morte di De Gasperi è venuta gradualmente a mancare la sua vera ragione d’essere: la seria, coerente e impegnativa applicazione dell’ideale cristiano alla politica. È mancata quella “impronta” etico-religiosa, che doveva essere sempre presente in chi aveva accettato l’onore e si era assunto l’onere di fare politica in un partito che si definiva – sin dal suo nome – “cristiano”. Per avere la forza della “volontà divina” e per realizzare l’obiettivo salvifico “ut unum sint”, i cattolici impegnati in politica devono quindi essere coerenti con gli insegnamenti di quei due “pilastri” (il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa) sui quali si è sempre basata e ispirata l’attività politico-sociale di don Sturzo. E’ pertanto coerente per i cattolici richiamarsi soprattutto alle “radici” sturziane nell’impegnarsi in politica, in quanto ben sorrette da quei due “pilastri”, senza il cui sostegno “invano edificano i costruttori”, come 2.000 anni di storia ci dimostrano con grande chiarezza.

Purtroppo furono parole al vento quelle pronunciate il 12 novembre 1992 dal Presidente della Repubblica Scalfaro in occasione dell’inaugurazione a Caltagirone di un monumento dedicato al prosindaco della città (1905-1920):

“Solo pensando a Sturzo si è spinti, si deve essere spinti a un profondo esame di coscienza. Studiarlo, meditarlo, amarlo, seguirlo: questo è il vero monumento a Don Luigi Sturzo”.

Ma né prima né dopo queste belle parole si è fatto quanto auspicato da Scalfaro. È tempo di farlo, se si vuole davvero contribuire a realizzare quella “volontà divina” di cui l’Italia e il mondo hanno un gran bisogno: applicare seriamente alla politica l’ideale cristiano. È una chiamata alle armi non con le divisioni militari, ma con le “armi” della buona cultura derivante dalle verità evangeliche, che uniscono e non possono mai dividere (se bene interpretate e applicate).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...