L’ITALIA HA PIÙ BISOGNO DI STURZO DELLA RUSSIA


L’ITALIA HA PIÙ BISOGNO DI STURZO DELLA RUSSIA

 

di Giovanni Palladino

 

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Nei giorni scorsi sono stato invitato a Mosca da un gruppo di amici russi desiderosi di conoscere meglio il pensiero sturziano e della DSC, ritenendoli entrambi molto utili per la loro economia. Dopo il convegno fatto all’Università di Mosca nel 2011, abbiamo così deciso di farne un altro nella prossima primavera. Ma ha più bisogno la Russia o l’Italia della buona cultura sturziana? A distanza di sei anni ho visto notevoli cambiamenti economici e sociali a Mosca nonostante le sanzioni, che ormai durano da tre anni. Il percorso dall’aeroporto al centro della città (che ora ha ben 15 milioni di abitanti, 5 milioni in più rispetto al 2011) è tutto un susseguirsi di luci pubblicitarie e di massiccia presenza di società straniere che producono e vendono nel Paese (sabato scorso è giunta la notizia che la BMW ha deciso di costruire un altro impianto vicino a Mosca). Vedo la presenza italiana solo con una stazione Agip e nel denso traffico a quattro corsie noto l’assenza di auto Fiat e Alfa Romeo (ma poi spunterà una Ferrari…). Siamo entrati per primi nel mercato russo (Togliattigrad nacque nel 1963), ma la Fiat ne è uscita proprio alla vigilia del “boom” delle vendite di auto in Russia. Pessima capacità di “visione” a Torino, mentre a Ivrea Adriano Olivetti ne era superdotato, ma purtroppo morì nel 1960. Nel vedere una presenza così massiccia di imprese straniere (soprattutto giapponesi e tedesche) mi domando che senso abbiano le sanzioni, quando ormai l’economia russa si è avviata da tempo sulla strada di una grande apertura con l’estero (e le imprese russe e straniere non hanno alcuna intenzione di abbandonare questa strada, conveniente per entrambe). Sono state così trovate varie soluzioni per aggirare l’ostacolo delle sanzioni, a dimostrazione del fatto che la “concretezza” degli imprenditori è superiore a quella dei politici. E i lavoratori russi ne sono lieti, almeno a sentire quanto riferiscono le persone più informate sull’andamento della loro economia: i tassisti. Ma il buon andamento dell’economia russa (ignorato dai “massmedia” del mondo occidentale) si vede a occhio nudo sul posto e nel seguire in televisione i grandi lavori infrastrutturali di cui il Paese si sta dotando, sempre con la necessaria e utile collaborazione delle imprese estere. Sono investimenti pubblici realizzati con gli enormi proventi da petrolio e gas naturale, che fra l’altro consentono oggi alla Russia di avere il più basso rapporto al mondo tra debito pubblico e pil: 12%. Ho inoltre notato a Mosca molte costruzioni di nuove chiese e di ristrutturazione delle vecchie (tutte stupende), con una presenza impressionante di fedeli davvero… fedeli. Evidentemente 70 anni di comunismo hanno fatto bene allo spirito, hanno fatto capire che l’anima non è distruttibile da diktat politici, né che le chiese si possono distruggere impunemente, come avvenne con Stalin. Il comunismo russo ha distrutto la capacità di iniziativa del popolo, ma non la capacità di pregare. Ora tra le nuove generazioni sta tornando anche la capacità di iniziativa. Se le due capacità si uniscono… Per questo persone dotate di buona “visione” ci chiedono di conoscere Sturzo e la DSC. È tempo che ciò avvenga anche in Italia.

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