DALLO “SPIRITO” DI POTERE ALLO SPIRITO DI SERVIZIO: UN INVITO DI CHIAMATA ALLE “ARMI”


DALLO “SPIRITO” DI POTERE ALLO SPIRITO DI SERVIZIO:

UN INVITO DI CHIAMATA ALLE “ARMI”

di Giovanni Palladino

 

giovannipalladino-vivavoceQuanto sta avvenendo nel mondo politico italiano ci fa temere un ulteriore aumento nel distacco degli elettori dalle urne. Certamente non contribuisce alla popolarità del Parlamento la recente affermazione dell’on. Verdini (“Il Rosatellum sono io. Mi fanno passare per l’uomo nero, ma in realtà ho salvato il Paese”), né l’emendamento proposto dall’on. Sposetti alla riforma dei vitalizi dei parlamentari (consentire l’incasso a partire dai 63 anni anziché dai 67 anni come tutti i comuni mortali). Per non parlare della vicenda Visco, riconfermato alla guida della Banca d’Italia nonostante la sua “culpa in vigilando”, con alcuni suoi ispettori passati poi a libro paga del vigilato (la Banca Popolare di Vicenza), il cui Presidente Zonin aveva forse più il desiderio di protezione interna che non di vigilanza esterna. Sembra che si faccia del tutto per favorire il voto al M5S, proprio nel momento in cui Grillo ha staccato il suo blog dal sito dei grillini e forse desidera abbandonare la politica per ritornare a fare il comico a tempo pieno. Ed è probabile che anche Casaleggio, dopo la pessima figura “tecnica” fatta con il lancio della piattaforma Rousseau, stia meditando di lasciare il campo. Tutto ciò avviene con la sinistra che sta subendo la stessa diaspora subita tra i cattolici, quando venne “chiusa” la DC, e con il centro-destra che spera di tornare al governo, ma con tanti galli nel pollaio pronti a beccarsi per chi dovrà avere più potere a Palazzo Chigi. Altro “spettacolo” che non farà aumentare l’afflusso alle urne. Di qui il nostro appello di chiamata alle “armi” espresso alla fine dell’opuscolo di SERVIRE L’ITALIA : “Desideriamo dare concretezza al nostro ‘ancoraggio’ alla Dottrina Sociale della Chiesa e all’esperienza di grandi figure rappresentative della buona politica e della libera economia imprenditoriale come Einaudi, Sturzo e Olivetti. Essere seguaci e non reduci di tanto generoso e intelligente pensiero e impegno significa utilizzare le ‘armi’ adatte per riportare l’Italia sulla strada di un solido sviluppo economico-sociale, in un quadro di civile convivenza. Ma soprattutto significa contribuire a liberarla dalla corruzione e dalla malavita organizzata, che della corruzione è causa ed effetto. Olivetti sosteneva con orgoglio: ‘Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura, che dona all’uomo il suo vero potere’. Il primo effetto della virtù rivoluzionaria della cultura è quello di imprimere serietà e competenza in chi utilizza quelle ‘armi segrete’, due doti che da sole possono garantire quella svolta positiva, che l’Italia avverte da tempo: la moralizzazione vera (e non a parole) della vita pubblica. Se al vertice delle nostre Istituzioni giungeranno persone dotate di tali fondamentali qualità (serietà e competenza), ‘giù per li rami’ si avrebbe poi un effetto molto positivo. È infatti indiscutibile che il vertice della piramide ha sempre una grande responsabilità nell’influenzare – nel bene o nel male – la base.

La nostra è una costruttiva chiamata alle “armi”, che può motivare molti italiani seri e competenti, quello che i romani chiamavano ‘boni cives’, a uscire dalle ‘catacombe’ in cui si sono rifugiati sotto i colpi della cattiva politica e della corruzione. Li invitiamo a superare ogni demoralizzazione e a impegnarsi con noi – insieme a Associazioni e Fondazioni aventi finalità convergenti con le nostre – nel necessario tentativo di curare e risanare un Paese, che non merita l’attuale degrado e declino. È certo che se nel mondo politico prevalessero finalmente maggiore serietà e competenza, l’Italia uscirebbe dal tunnel della crisi e potrebbe sfruttare il suo straordinario potenziale di sviluppo. Pertanto ci auguriamo che tante persone e mezzi finanziari adeguati si possano unire e raccogliere intorno al nostro costruttivo tavolo di lavoro per svolgere con successo questa ‘missione’, che dovrà essere caratterizzata da una grande capacità progettuale di impronta liberale e popolare, come le nostre solide ‘radici’ ispiratrici ci motivano a fare e garantiscono. (…) Sul piano locale opereremo con le organizzazioni civili e politiche locali che si ispirano a valori e obiettivi simili ai nostri. Favoriremo il formarsi di queste realtà, aiuteremo la selezione di persone di valore e di forte integrità, sosterremo la loro azione concreta nel territorio. Noi siamo profondamente convinti che la ricostruzione del Paese incominci nelle singole città e nei comuni, come credeva Luigi Sturzo, che proprio da questa dimensione locale ha iniziato a seminare i semi della buona politica, ai quali noi tutti ci dobbiamo ispirare”. Il nostro è un sentito e doveroso appello ai “liberi e forti”, aggettivi richiamati anche nel logo di SERVIRE L’ITALIA. L’augurio è che le preziose fonti ispiratrici del nostro movimento e l’impegnativo verbo SERVIRE possano rappresentare un valido “filtro” e una forte motivazione al massimo impegno per tutti coloro che accoglieranno questo appello.

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