AL CENTRO LA PERSONA E LA FAMIGLIA, MA ANCHE L’IMPRESA PRIVATA


AL CENTRO LA PERSONA E LA FAMIGLIA, MA ANCHE L’IMPRESA PRIVATA

 

 

 

di Giovanni Palladino

 

 

 

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Nel discorso pronunciato al Senato l’11 luglio 1958 in occasione della fiducia al 2° governo Fanfani, il senatore a vita Luigi Sturzo affermava: “Non mi attarderò sul valore dei punti economici del programma governativo. A me basta dire che l’impronta statalista vi è marcata, cosa che preoccupa chi, come me, vede nel processo di statizzazione dell’economia privata un triplice danno: politico, economico e morale. Danno politico, perché estende oltre misura i poteri dello Stato, che prende la figura – a seconda dei settori – di Stato assistenziale, di Stato imprenditore, di Stato banchiere. Danno economico, perché la riduzione progressiva del campo e dei mezzi per l’iniziativa privata – resa in molta parte succube della burocrazia degli enti pubblici e dei ministeri – attenua la produttività ed estingue lo stimolo che viene dalla concorrenza di mercato. Danno morale, perché si offende la libertà, che è dono divino, e si favorisce la corruzione della classe politica e amministrativa con il conseguente sperpero del denaro pubblico. (…) L’Italia, per mettersi al livello dei Paesi europei, deve dare al sistema economico un alto grado di efficienza, obiettivo che non si potrà raggiungere con la politica demagogica di un eventuale governo di centro-sinistra, che scoraggerebbe gli investimenti esteri e provocherebbe la fuga dei capitali di casa nostra”. È costato molto caro al nostro Paese non avere ascoltato il suddetto ammonimento pronunciato circa 60 anni fa. Nel 1963 la DC aprì a sinistra e i tre danni previsti dal sen. Sturzo si realizzarono in pieno. E non sono stati corretti con il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, perché nessun governo ha saputo creare le condizioni per “dare al sistema economico un alto grado di efficienza”. È un obiettivo non raggiungibile in presenza di uno Stato “pesante”, di una diffusa corruzione e, come conseguenza, di una classe politica screditata. Nel mondo cattolico si è sempre parlato di mettere al centro del sistema il rispetto della dignità della persona e la difesa della famiglia, ma se poi non si dà grande importanza anche al rispetto e alla difesa della salute dell’impresa privata, tutta la società si ammala. L’inizio della diaspora nella sinistra italiana (causata dall’evidente fallimento delle sue “medicine”) e l’auspicabile fine della diaspora tra i cattolici impegnati in politica (se capiranno finalmente la validità del popolarismo sturziano e la saggia lucidità della DSC, una Maestra che purtroppo non ha ancora fatto scuola), l’Italia potrebbe avviarsi verso quel risanamento morale e culturale, che è propedeutico al risanamento economico-sociale.

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