DON LUIGI STURZO “ILLUMINATO” DAGLI STUDENTI DI CALTAGIRONE


DON LUIGI STURZO “ILLUMINATO” DAGLI STUDENTI DI CALTAGIRONE

 

di Giovanni Palladino

 

Ho avuto la fortuna di partecipare insieme a centinaia di persone, a Roma, e a migliaia di persone, a Caltagirone, a due giornate storiche:

venerdì 24 settembre a Roma alla chiusura solenne della fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Luigi Sturzo nella stupenda Sala della Conciliazione presso il Palazzo del Laterano, al Convegno “Don Luigi Sturzo maestro per l’Italia di oggi e di domani” organizzato dal C.I.S.S. e dall’Istituto Luigi Sturzo e alla Santa Messa in memoria del futuro Beato officiata dall’Arcivescovo di Monreale. Mons. Michele Pennisi, e concelebrata dal Vescovo di Caltagirone, Mons. Calogero Peri, e da Mons. Francesco Maria Tasciotti, Giudice Istruttore della Causa;

sabato 25 novembre a Caltagirone alla seconda “notte bianca sturziana” organizzata dalla Diocesi e dal Comune, di cui don Sturzo fu pro-sindaco dal 1905 al 1920.

Scrivo questa pagina domenica 26 novembre, 146° anniversario della nascita di don Sturzo, al mio ritorno da Caltagirone. Senza “offesa” per quanto vissuto con grande commozione a Roma venerdì scorso, devo dire che la “notte bianca sturziana” trascorsa nella città calatina mi ha commosso più profondamente. Tutta la città era illuminata a festa, ma la vera “illuminazione” è stata fornita e offerta “gratis et amore Dei” da un centinaio di ragazze e ragazzi, che hanno guidato migliaia di persone a visitare (dalle 20 alle 23) cinque luoghi sturziani di Caltagirone:

1) il Mausoleo nella Chiesa del SS. Salvatore, luogo in cui il Servo di Dio celebrò la sua prima Messa e dove riposa dal 1963;

2) la Casa Museo Sturzo, dove nacque nel 1871 e visse sino al 1920 senza più ritornarvi;

3) la Chiesa ex-Matrice, culla della vocazione sacerdotale dei fratelli Sturzo;

4) l’ex Carcere Borbonico, luogo voluto dal pro-sindaco Sturzo per preservare e valorizzare il patrimonio culturale di Caltagirone;

5) le ex Officine Elettriche, il primo progetto del pro-sindaco (su disegno dell’Arch. Ernesto Basile) nella sua opera di innovazione e modernizzazione della città.

La guida degli studenti è stata molto attiva, perché hanno spiegato con particolari interessanti quanto fatto dal pro-sindaco Sturzo per migliorare la vita culturale, sociale ed economica della loro città, mostrando un grande orgoglio e affetto per la stessa. Molti hanno anche rivelato eccezionali doti comunicative, tanto da far prevedere un loro futuro da protagonisti nel mondo del teatro o, magari, nel mondo politico, ma con lo “stile” sturziano. Desidero ringraziare vivamente per il successo di questa intelligente e storica “nottata” la Diocesi e il Comune di Caltagirone, nonché – fra i tanti istruttori e motivatori dei giovanissimi studenti – don Antonio Parisi, l’ideatore dell’ormai famoso LESSICO STURZIANO edito da Rubbettino. Se è vero, come è vero, che il buon governo esige buona cultura, a Caltagirone si sta facendo un ottimo lavoro per farlo capire a centinaia di studenti. Io sono convinto che la città calatina passerà alla storia come la capitale della buona Politica grazie al suo “fondatore”: il pro-sindaco Luigi Sturzo.

One thought on “DON LUIGI STURZO “ILLUMINATO” DAGLI STUDENTI DI CALTAGIRONE

  1. L’ha ribloggato su Il Bene vinceràe ha commentato:
    Dal bel Sito “Libera e Forte” riportiamo qui un bell’articolo di Giovanni Palladino, già storico Presidente del Centro Internazionale Studi Sturzo (e dell’ottima rivista “Rinascimento Popolare”. Palladino è reduce della grande gioia della giornata romana del 24 Novembre scorso (chiusura della Fase Diocesana del Processo di Don Sturzo e successivo Convegno) e poi della “notte bianca” a Caltagirone . Colgo l’occasione per consigliare vivamente la lettura dell’ultimo libro di Palladino, edito da Rubbettino: è una godibile “cronostoria” del Processo di Beatificazione di Don Luigi Sturzo, “Maestro di libertà e di verità”: come è nata l’esigenza, i primi passi e la importantissima ispirazione originaria da parte di Giuseppe Palladino, l’economista vicino a Sturzo nei suoi ultimi anni terreni, e padre di Giovanni. Un libro da leggere perchè in esso vi è tutta la sana passione sturziana che, negli ultimi decenni, ha “contagiato” tanti. Ed il merito è soprattutto dell’opera del Ciss e quindi di Palladino ed i suoi collaboratori ed amici. Ed allora ben venga ed anzi si accentui questo “rinascimento sturziano”!

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