PROMETTERE POCO E REALIZZARLO È UNA QUESTIONE DI DIGNITÀ…


PROMETTERE POCO E REALIZZARLO È UNA QUESTIONE DI DIGNITÀ… 

 

…e di rispetto per gli elettori. Aver promesso tanto e realizzato poco dai vari governi di centrodestra e di centrosinistra negli ultimi 25 anni è uno dei motivi per cui l’assenteismo al voto è in aumento. E aumenterà ancora, se è vero che Di Maio, Renzi e Berlusconi continuano a fare promesse non mantenibili. La recente sconfitta del M5S in Sicilia, quando la vittoria era data per certa nel corso dell’estate, dimostra che ormai gran parte degli elettori non credono più alle promesse di una classe politica dal pensiero debole e dalle azioni spesso inconcludenti. Oggi Di Maio dice a ‘Il Fatto Quotidiano’: “Tutti gli altri partiti si sfalderanno”. Ma subito dopo promette: “Tratterò con tutti alla luce del sole per fare il mio governo”. La domanda è: può mai essere logico e credibile trattare con i “morituri”? Questi che interesse avrebbero? Di non sfaldarsi grazie a Di Maio?

Renzi dice a ‘La Stampa’: “Il Pd se la gioca sul filo dei voti per essere il primo partito contro il M5S. Alla fine saremo i primi, sono pronto a scommetterci”. E si dimentica che deve ancora raggiungere a piedi il Santuario del Monte Senario (a 20 m. da Firenze) per aver perso la scommessa con Vespa all’inizio del 2016, quando promise di azzerare entro il successivo 21 settembre (giorno di San Matteo) i debiti dello Stato (70 miliardi) nei confronti delle imprese.

Berlusconi promette il reddito di dignità (“nessun pensionato deve ricevere meno di 1.000 euro al mese”), ma forse dimentica che la spesa assistenziale è già di 5 miliardi all’anno e non precisa dove andrà a prendere i soldi per tanto buon cuore. Si stima che tutte le promesse fatte da destra e sinistra per la prossima legislatura ammontino già a 150 miliardi…

Per fortuna c’è chi cita il realismo di don Sturzo in presenza di tante “follie”. Oscar Giannino, che su ‘Il Mattino’ di oggi inizia cos il suo articolo dal titolo ‘Promesse: bonus poveri, la generosità prima del voto’: “Nel suo decalogo del buon politico, don Luigi Sturzo indicava un primo punto netto e chiaro come tutti i restanti e recitava così: ‘È prima regola dell’attività politica essere sincero e onesto, prometti poco e realizza quel che hai promesso’. Ovviamente, ciò spiega da solo perché Sturzo rimase un profeta inascoltato nella politica italiana a cominciare dal suo stesso campo, quello dei cristiani impegnati in politica nella Dc. I politici di solito preferiscono un’altra via, su cui iniziò a investigare Gustav Le Bon ancora prima che nascessero le democrazie di massa: la psicologia delle folle. Una psicologia che si affida assai più alla parte più antica del nostro sistema neurale, quella che presiede a emozioni e istinti, piuttosto che alla corteccia cerebrale in cui avvengono i processi di elaborazione razionale”.

È tuttavia evidente ormai che il crescente assenteismo al voto è una risposta molto razionale all’irrazionalità (che evidenzia l’immoralità) dell’attuale classe politica.

Ecco perché dobbiamo ripartire da Sturzo, Einaudi, Olivetti, Ferrero et similia… per salvare l’Italia. 

Giovanni Palladino

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